![]() |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
A
Roma sono le ore 21:22 pm |
Home/Testimonianze
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Distretto 11 |
Età 32 |
Figli 7 |
Colore preferito rosso |
“La maggior parte dei mie figli e’ in orfanotrofio.
Io e mio figlio maggiore lavoriamo e guadagnamo 1500 afghani al mese.
Mio marito ha sessantacinque anni ed e’ troppo malato per lavorare
( nota : il marito fa uso di droghe pesanti). Mio marito ha iniziato
ad “ammalarsi” durante il periodo dei mujaheddin. Un giorno
mentre stava lavorando in casa di qualcuno un razzo gli e’ esploso
molto vicino. Non e’ stato colpito, ma da quel giorno ha perso
la testa. E’ ancora vivo, ma non riesce a parlare molto bene,
ne’ puo’ lavorare. E’ meglio che se ne rimaga a casa.
Da che egli non lavora, non riusciamo a guadagnare abbastanza denaro
per comprare cibo per tutta la famiglia. Delle volte soffriamo la fame
per giorni. Quando i miei figli si ammalano, non so cosa fare, perche’
non posso permettermi di portarli da un dottore.
Prima della guerra lavoravo per il Ministero dell’Educazione.
Spero che prendendo parte a questo progetto, imparero’ il mestiere
di sarta. Studio ogni giorno e spero che quando i corsi saranno finiti,
saro’ in grado di trovare un lavoro. Per i miei figli voglio un’educazione
scolastica e una casa appropriata”.
Nota :
L’intervista ad Anisa e’ avvenuta davanti
al marito drogato, cosi’ non e’ stato possibile farle alcune
domande.
Anisa nel mese di gennaio ha dichiarato di essere vedova, perche’
non aveva trovato il marito in casa. Egli e’ scomparso per piu’
di tre mesi e Anisa ha pensato che fosse morto.
Distretto 11 |
Età 40 |
Figli 6 |
Colore preferito colori chiari |
“Quattro delle mie figlie sono in orfanotrofio
e una è a casa con me. Mi alzo alle 5 del mattino e prego. Poi
porto l'acqua su dalla collina a casa mia. Questo richiede molto tempo,
perchè molta gente raccoglie l'acqua dallo stesso posto. Dopo
di ciò vado al centro di formazione fino alle 11,00, ora in cui
mia figlia prepara qualcosa per
pranzo. Poi vado a lavorare alla panetteria. Ritorno a casa dopo il
lavoro, verso le 17,00 o le 18,00. Ogni giorno mi ci vuole più
di un'ora per andare al lavoro. Vado con la macchina o con l'autobus,
dopo di che devo camminare altri 30-40 minuti per arrivare allo stabilimento.
Se faccio 1500 afgani in un mese, ne pago 500 per il trasporto e il
resto per l'affitto. Non è una buona situazione. Non abbiamo
nè una radio, nè una televisione, così dopo cena
io e mia figlia ci guardiamo negli occhi fino a che non cali il buio,
così si può dormire.
Avevo 18 anni quando i miei genitori hanno deciso il mio matrimonio.
Mio marito ne aveva 28. E' stato ucciso di recente, solo due anni fa.
E' stato ucciso durante il bombardamento per cacciare i talebani. Prima
che morisse la vita era buona, perchè lavorava (era un insegnante)
e provvedeva a noi. Oltre ciò, a volte prendeva delle cose da
Kabul e le portava a Parwan per venderle e fare dei soldi extra. Durante
il tempo dei talebani non era permesso il commercio tra Kabul e Parwan,
così mio marito lo faceva sottobanco e guadagnava dei bei soldi.
Faceva soldi e avevamo abbastanza da mangiare. Dunque la mia vita sotto
i talebani non era così male come quella di altre donne che erano
vedove.
Oggi la vita è difficile perchè non guadagno abbastanza
per mantenere la mia famiglia. Abbiamo diversi problemi. Non abbiamo
abbastanza cibo. Guadagno circa 1500 afghani al mese e ho preso un prestito
di circa 25000 afghani e ora sono piena di debiti. L'uomo a cui devo
il denaro viene a casa mia e si prende delle cose per pagare il mio
debito. Ho debiti anche con la mia famiglia e ora anche loro vogliono
i soldi indietro.
Con questo progetto spero di imparare un mestiere che mi aiuterà
a guadaganre dei soldi per mantenere la mia famiglia. Voglio che i miei
figli vadano a scuola e si specializzino, così da poter aiutare
la famiglia.
Gli anni passati di guerra e di regime talebano sono stati molto difficili.
Qualcuno della mia famiglia è stato ucciso durante l'occupazione
sovietica, qualcun altro durante i combattimenti mujaheddin, e mio marito
è stato ucciso quando stavano cacciando i talebani . E' impossibile
dire quale periodo fosse il peggiore, ma da quando i talebani non hanno
più potere le cose sono diverse al cento per cento. Mia figlia
sta andando a scuola, la mattina posso svolgere un lavoro. Stiamo qui
seduti e parliamo - non potevamo farlo durante i talebani.
Spero che mia figlia abbia un buon futuro...”.
Distretto 7 |
Età 38 |
Figli 9 |
Colore preferito nero e colori pastello |
“Due delle mie figlie sono sposate, due sono
in orfanotrofio, l’altra figlia e i quattro maschi vivono con
me. Abito con mia sorella nel settimo distretto. Fino a poco tempo fa
non le pagavo alcun affitto, ma ora lei dice che devo darle dei soldi,
e ancora non so quanto. Ogni giorno mi alzo molto presto, mi lavo e
prego. Poi preparo la colazione per i miei bambini. Qualcuno di loro
va a scuola e altri rimangono a casa. Poi vado a lavorare con mia figlia
all'orfanotrofio Allahuddin. Faccio la cuoca e la donna delle pulizie.
Abito molto lontano dall'orfanotrofio così devo prendere un autobus
e un taxi per arrivare fin laggiu’. Rimago lì fino alla
fine del giorno.
Mi sono sposata a 17 anni con un uomo di 35, un vecchio amico di mio
nonno, il quale ha organizzato il matrimonio. Ero la seconda moglie
di mio marito (ed era ancora sposato con la prima, ovviamente). Cinque
anni fa egli è morto per una malattia allo stomaco. La vita con
lui non era nè cattiva, nè buona. Avevamo sempre una casa
e del cibo, proprio come adesso. Noi eravamo la sua seconda famiglia,
così lui doveva dividere i suoi guadagni e non erano molti. Oggi
la vita è la stessa. L'unica differenza è che adesso lavoro
come cuoca all'orfanotrofio e posso portare a casa da mangiare da sola.
Posso provvedere alla mia famiglia. La cosa più difficile per
me è essere sicura che possa avere una casa adeguata alla mia
famiglia. Ora vivo con mia sorella e non ci sono abbastanza stanze,
così non posso tenere tutti i miei figli con me. Ed ora lei vuole
che io paghi l'affitto...Spero che questo progetto abbia un buon impatto
sulla mia famiglia. Io e mia figlia maggiore stiamo apprendendo il mestiere
di sarto e spero che lei divenga una buona sarta e guadagni bene. Credo
che questo progetto mi aiuterà a diventare una donna d'affari
così potrò mantenere la mia famiglia. Ogni madre vuole
il meglio per i suoi figli, come sapete bene, sfortunatamente le mie
figlie non potevano andare a scuola durante i talebani e ora sono cresciute
e non sono piu’ interessate alla scuola. Ma ciò che voglio
per loro è un'educazione scolastica.
La guerra è stata un male per me e la mia famiglia per diverse
ragioni; la peggiore è che essa ha creato povertà e ha
distrutto le famiglie. Fortunatamente nessuno della mia famiglia è
stato ucciso durante la guerra. Ma noi eravamo (siamo) molto poveri.
E durante il regime talebano per sopravvivere ho venduto tutto ciò
che avevo. Una volta un uomo è venuto da me e mi ha chiesto di
far sposare mia figlia con suo figlio. Entrambe abbiamo rifiutato. Anche
se non avevamo soldi, lo abbiamo rifiutato. Rimaniamo forti.
Sono stata relativamente fortunata durante la guerra. Non ho avuto problemi
durante l'occupazione sovietica o i combattimenti tra mujaheddin. Siamo
potuti scappare da Jalalabad ed evitare le battaglie. Ora che i Talebani
sono andati via, le cose stanno meglio, perchè posso lavorare
e non sono limitata. Durante i Talebani vivevamo in condizioni davvero
molto brutte. Mio figlio doveva vagabondare per le strade per trovare
del cibo, della legna o altre cose che ci aiutassero a vivere. Credo
che l’Afghanistan stia migliorando. Ho speranza per il futuro.
Voglio la pace per un periodo lungo, in modo che si possa tutti vivere
una vita normale. Voglio che i miei figli abbiano un'educazione scolastica
e voglio avere guadagni e casa sufficienti a mantenere la mia famiglia”.
Distretto 7 |
Età 40 |
Figli 7 |
Colore preferito marrone |
“Ho tre figlie sposate, tre nubili e un maschio.
Tre dei miei figli erano in orfanotrofio ( due femmine e il maschio),
ma ora solo le due femmine sono rimaste li’, perche’ il
direttore ha mandato il maschio all’ Accademia Nazionale di Polizia.
Non ricordo che eta’ avessi quando mio fratello organizzo’
il mio matrimonio, ma so che mio marito aveva venticinque anni. Mio
marito mi ha lasciato sette o otto anni fa, per andare a cercare un
lavoro, ma non e’ mai ritornato. E’ stato durante il periodo
dei talebani. Non so cosa gli sia accaduto; non l’ho piu’
rivisto. Tutto quello che so e’ che egli si vergognava molto di
essere disoccupato e di non poter provvedere alla sua famiglia. Prima
che egli partisse, vivevamo nella provinacia di Bamyan e avevamo una
vita molto piacevole. Durante le battaglie tra mujaheddin siamo emigrati
a Kabul e abbiamo perso tutti i nostri averi nello sciacallaggio. Mio
marito era disoccupato, cosi’ abbiamo avuto molti problemi una
volta arrivati a Kabul. Mangiavamo solo ogni due o tre giorni, mio marito
non poteva provvedere a noi.
Da quando egli e’ partito, la vita e’ peggiorata ulteriormente.
Durante i talebani io e due delle mie figlie dovevamo cercare il cibo
tra i rifiuti. Dopo il regime talebano ho trovato un lavoro come donna
delle pulizie in casa di un uomo, per pochissimi soldi. I miei impieghi
erano irregolari e infrequenti e cosi’ che era difficile trovare
del cibo e pagare l’affitto. Prima di iniziare questo progetto,
lavoravo in una fabbrica e pulivo le mandorle da mattino a notte. Sono
vecchia e non posso far molto ( fisicamente ), cosi’ spero che
divenendo sarta, la mia vita sara’ piu’ facile, perche’
e’ un lavoro che richiede minori energie fisiche e puo’
farmi guadagnare piu’ soldi rispetto al lavoro come donna delle
pulizie. Spero che il lavoro di sarta mi permettera’ di mantenere
la mia famiglia.
Durante la guerra ci siamo stabiliti tra Bamyan e Kabul. Siamo dovuti
tornare a Bamyan per trovare un lavoro stagionale. Ho perduto tre o
quattro cugini e nipoti nelle battaglie tra mujaheddin. La guerra sovietica
e’ stata terribile, a causa delle armi che hanno usato. Hanno
distrutto interi villaggi con bombe molto potenti, quando volevano colpire
solo un paio di persone. I talebani sono stati addirittura peggiori,
perche’ hanno distrutto l’intera citta’ di Bamyan.
La vita durante il regime talebano e’ stata la peggiore. Io e
due delle mie figlie abbiamo dovuto lavorare nei campi per poter trovare
cibo.
Ora che i talebani non ci sono piu’, posso avere un lavoro e ho,
finalmente, speranza per il futuro. Quel che voglio, e’ che tutte
le mie figlie si sposino e mio figlio divenga un poliziotto e si prenda
cura di me”.
Distretto 7 |
Età 37 |
Figli 4 |
Colore preferito rosso |
“Vivo con mio zio e un figlio maschio. Gli altri
figli, una femmina e due maschi, sono in orfanotrofio. Anche il figlio
che vive con me vorrebbe andare in orfanotrofio, ma ha problemi di salute
e il direttore non l’ ha preso.
Prima che prendessi parte a questo progetto, ogni giorno era uguale.
Ero una contadina, cioe’ una lavoratrice agricola. Mi alzavo e
andavo a lavorare alle sette del mattino circa e li’ raccoglievo
verdure. Ora, vado al corso.
Avevo quindici o sedici anni quando mi sono sposata. I miei genitori
hanno organizzato il matrimonio con mio marito, che allora aveva quarantacinque
anni.
Undici anni fa mio marito ha provato a sedare una lite familiare e in
quell’occasione e’ stato ucciso. Io ero incinta di cinque
mesi.
Prima che egli morisse la vita era buona. Non eravamo mai affamati.
Ora, invece, dobbiamo convivere con la fame e diversi problemi familiari.
Vivere in casa dei diversi cognati ha causato problemi familiari, perche’
essi hanno sentito il dovere di prendersi cura di me e dei miei bambini,
ma anche le loro famiglie sono molto povere.
Spero che questo corso mi insegni il mestiere di sarto, cosi’
potrei guadagnare denaro e prendermi cura dei miei bambini. Voglio essere
in grado di reggermi sulle mie sole gambe.
Prima lavoravo nei campi e i piedi e le gambe mi duolevano sempre. Se
imparassi il mestiere di sarto, ne guadagnerei in salute e, forse, farei
piu’ soldi”.
Distretto 6 |
Età 40 |
Figli 6 |
Colore preferito nero |
“Ho dovuto mettere una figlia e un figlio in
orfanotrofio. Ma sono contenta di dire che i quattro figli che stanno
con me vanno alla scuola pubblica.
Avevo 20 anni quando mi sono sposata e mio marito 22. I nostri genitori
hanno deciso il nostro matrimonio. Mio marito è stato ucciso
dieci anni fa, durante gli scontri mujaheddin a Kabul.
Prima che morisse la vita era molto buona; era un dottore governativo.
Da quando e’ morto non sono stata capace di sbarcare il lunario.
Non abbiamo abbastanza cibo e la nostra abitazione e’ inadatta.
Spero che questo progetto mi aiuti a migliorare lo standard di vita.
Il pensiero di un lavoro che possa sostenere la mia famiglia mi riempie
di felicita’!
L’Afghanistan e’ stato terreno di guerra per molti anni.
Penso che il periodo peggiore fosse durante le battaglie mujaheddin.
Ho perso diversi membri della mia famiglia e la mia casa e’ stata
saccheggiata e rasa al suolo. La vita era dura anche durante il governo
talebano, benche’ non ci fosse la guerra. Le donne potevano fare
solo lavori agricoli. Io strappavo le erbacce dei giardini in cambio
di un po’ di cibo. Ora che i talebani sono andati via, la vita
e’ migliore in differenti campi. Innanzitutto, io ho ottenuto
l’indipendenza, in secondo luogo, non sono obbligata ad indossare
un burka, e non vengo piu’ aggredita se cammino per strada. Ultimo,
posso avere qualsiasi tipo di lavoro io voglia.
Ho speranza nel futuro – se la pace rimarrà a lungo. Se
abbiamo la pace, viviamo senza paura. Ora e’ il momento in cui
tutte le scuole stanno aprendo. Voglio che i miei figli abbiano un'
istruzione e l’opportunita’ di trovare diversi lavori, in
maniera tale da farsi una carriera e avere un reddito”.
Distretto 6 |
Età 42 |
Figli 7 |
Colore preferito rosso |
“Due bambini sono in orfanotrofio ( una femmina
e un maschio). Il maschio che vive con me va alla scuola pubblica. Mia
figlia maggiore ha 18 o 19 anni e vive con me perchè è
troppo grande per l'orfanotrofio ed è sposata. Si è sposata
quando aveva 13 anni. Sono stati insieme per due soli mesi finchè
il ragazzo me l'ha riportata e se n'è andato. Non sappiamo più
nulla di lui da cinque anni! E mia figlia non può divorziare,
così è costretta a rimanere a casa e indossare il burqa,
visto che è tecnicamente sposata. Se dipendesse da lei, divorzierebbe.
Ogni giorno mi alzo alle 6 e pulisco la casa e mi preparo per andare
al lavoro. Mia figlia prepara la colazione. Verso le 7.30 vado a casa
di un mio vicino ricco dove lavoro come donna delle pulizie. Quando
hanno dei panni da lavare li porto a casa mia e faccio il bucato. Torno
a casa a mangiare il pranzo che mia figlia ha preparato. Questa è
la mia giornata.
Avevo 24 o 25 anni quando i miei genitori hanno combianto il matrimonio
con mio marito, che doveva avere intorno ai 40 anni. Egli èstato
ucciso otto o nove anni fa durante i combattimenti tra Massoud e i Talebani.
Era un commerciante ed è morto colpito nel mezzo di un combattimento
a fuoco. Prima che morisse la vita era buona, non avevamo bisogno di
niente. Vivevamo in una casa nella provincia di Parwan. Dopo la sua
morte i Talebani ci hanno cacciato da Parwan. Hanno distrutto la nostra
casa e bruciato e saccheggiato le nostre proprietà. Siamo dovuti
emigrare a Kabul. Oggi la vita non è bella. Non ho abbastanza
cibo o alloggio e la mia famiglia è divisa, con tre figli in
orfanotrofio. Questa è la parte peggiore : non essere in grado
di trovare abbastanza cibo e non avere un'abitazione buona, confortevole
e pulita nella quale poter prendermi cura di tutti i miei figli.
Spero che, come risultato di questo progetto, le mie figlie avranno
dei buoni mezzi di sostentamento, in modo tale da potersi mantenere
da sole.
La guerra ha sempre creato problemi. I Talebani hanno ucciso mio marito,
bruciato la mia casa e costretto la mia famiglia a lasciare Parwan.
Siamo emigrati a Kabul, trasferiti in una stanza in una delle tante
costruzioni deserte dell'era russa. E i miei figli mi sono stati tolti
perchè non potevo mantenerli.
Gli ultimi 25 anni di conflitto sono stati orribili. Nessun periodo
di guerra è stato "meno peggio" degli altri. Sono stati
tutti i peggiori. Erano tutti orribili. Ho avuto tali difficoltà
nella mia vita, che non posso nemmeno iniziare a descrivere le sofferenze.
Non potreste mai capire le difficoltà e le sofferenze causate
dal conflitto.
Durante il regime talebano io e le mie figlie eravamo costrette a stare
in casa e potevamo solo guardare il muro o guardarci l'una con l'altra.
Una volta ogni tanto i Talebani portavano un po' di cibo e del pane.
Era come se fossimo in prigione. Ma siamo sopravvissute. Ora che i Talebani
se ne sono andati abbiamo piena libertà. Posso trovare qualsiasi
lavoro io voglia. Posso camminare liberamente, senza temere che nessuno
mi picchi.
Credo che dovremmo raccogliere tutti quelli che hanno commesso dei crimini
durante il conflitto e dare loro l'opportunità di commettere
un suicidio. Poi potremmo portarli come esempio e mostrarli agli altri,
guardate questo è quello che accade ai criminali. Se scegliessero
di non suicidarsi, allora li ucciderei io stessa, a mani nude. Non mi
serve un Kalashnikov. Mi chiedete se posso perdonarli? No! State scherzando?
Non potrò mai dimenticare. Mai perdonerò. Non voglio un
tribunale o una prigione per loro. Voglio che i criminali muoiano. Non
voglio che vadano in prigione o davanti ad una Corte.
Ma oggi ho speranza per il futuro. Ora non ci sono rumori di spari e
bombe a Kabul. Le cose stanno migliorando. Tutto quello che mi serve
per il futuro è del cibo e un alloggio per la mia famiglia. Credo
che l'Afghanistan continuerà a migliorare con lo sviluppo e la
ricostruzione”.
Distretto 16 |
Età 35 |
Figli 10 |
Colore preferito nero |
“Quattro miei figli sono in orfanotrofio ( tre
femmine e un maschio) e nessuno di quelli che vive con me va alla scuola
pubblica.
Ogni giorno mi alzo molto presto, faccio le abluzioni e prego. Quindi
pulisco la mia stanza, prima che le donne e le ragazze arrivino per
la formazione. La mia casa e’ uno dei centri di formazione del
progetto. Se ne vanno tutte alle undici e intorno a mezzogiorno io pranzo.
Dopodiche’ non faccio nulla, perche’ sono disoccupata.
Avevo diciassette anni quando i miei genitori hanno organizzato il matrimonio
con mio marito, che allora ne aveva ventotto. Era un ufficiale della
divisione 22 dell’Esercito Nazionale Afghano ed è stato
ucciso durante i combattimenti coi mujaheddin. Prima che egli morisse
la vita era molto bella, perche’ egli era un ufficiale e non abbiamo
mai dovuto affrontare alcun problema. Da quando e’ morto, pero’,
la vita e’ molto difficile. Ora non riesco a mantenere la mia
famiglia e abbiamo diversi problemi.
Da quando mio marito e’ morto non sono stata in grado di provvedere
ai miei figli con cibo buono e vestiti dignitosi. Spero che imparando
il mestiere di sarto, io riesca a guadagnare soldi e comperare ai miei
figli del buon cibo e dei vestiti come quelli indossati dagli altri
bambini – quei bambini che hanno i padri che guadagnano.
Da che ho perso mio marito durante il conflitto, abbiamo dovuto lasciare
la nostra casa e trasferirci qui, dalla famiglia di mio cognato. Siamo
molto uniti e ci e’ difficile separaci l’uno dall’altro.
Abbiamo, pero’, dei conflitti familiari e la vita e’ moto
difficile. In piu’ io ho preso in prestito molto denaro che non
posso restituire. Nemmeno la famiglia di mio cognato non e’ messa
tanto bene.
Gli ultimi venticinque anni di conflitto sono stati brutti per tutti.
La guerra sovietica e’ stata molto brutta, a causa delle armi
usate. Hanno bombardato interi villaggi e distretti, in cerca di pochi
individui. E’ stato il peggior periodo di guerra, a causa delle
potenti armi e della maniera indiscriminata in cui le hanno usate.
Anche sotto i talebani la vita era orribile. Non avevamo denaro e non
potevamo nemmeno provare a guadagnarne. Ora che i talebani se ne sono
andati ci sono opportunita’ di lavoro. Mio figlio lavora come
assistente di autista di autobus. Io posso lavorare per trovare cibo
per la mia famiglia. Spero, pero’, che la vita della mia famiglia
migliori ancora.
Ho speranza nel futuro e voglio essere in grado di tenere tutti i miei
figli con me nella stessa casa. E voglio poter provvedere a loro con
buon cibo e bei vestiti. Questo e’ quel che spero”.
Distretto 9 |
Età 40 |
Figli 5 |
Colore preferito rosso |
“Tre figli sono in orfanotrofio (due femmine
e un maschio). Vivo nella casa dei miei genitori. Ogni giorno mi alzo
alle 5,30 del mattino, pulisco casa e preparo la colazione. Alle 8,30
le altre donne vengono a casa mia per la formazione (la mia casa è
uno dei centri di formazione di questo progetto). Dopo la formazione
vado a lavorare all'orfanotrofio Allahuddin fino alle 17,00.
Avevo 17 anni quando mi sono sposata, mio marito 35. I miei genitori
hanno deciso il mio matrimonio. Cinque anni fa c’e’ stata
una retata e mio marito e’ stato ucciso dai talebani. Non ho testimoni
del suo omicidio, ma credo che sia successo proprio questo. Al tempo
vivevamo a Mazar-E-Sharif.
La vita era bella prima che morisse, era un ingegnere e vivevamo piuttosto
bene a Mazar, ma da allora la vita è stata molto dura. Abbiamo
pochissimo cibo, non posso pagare taxi o autobus per mandare i miei
bambini a scuola, o andare all'ospedale o al lavoro. Ricevo un piccolo
aiuto dalla mia famiglia, ma anche loro sono poveri. Mio cognato ci
aiutava, ma si è ammalato di cancro allo stomaco ed è
morto. Un anno fa siamo emigrati da Mazar a Kabul. Ho venduto tutto
ciò che possedevamo per trovare i soldi per trasferirci.
Spero che grazie a questo progetto migliorerò le mie capacità
di sarta e avrò successo.
Il conflitto in Afghanistan ha reso la vita molto difficile negli ultimi
25 anni. Ma il periodo talebano è stato il peggiore. Questo è
stato quando vivevo a Mazar. Hanno ucciso mio fratello e probabilmente
mio marito e mi hanno costretta a scappare a Kabul. Qualche volta siamo
stati senza cibo o acqua anche per tre giorni. Eravamo chiusi in una
stanza e non potevamo uscire. Non potevamo trovare del cibo o dell'acqua.
E' stato il momento peggiore. Anche se ho perso mio marito, da quando
i talebani se ne sono andati, posso avere un lavoro. Sto vedendo molti
cambiamenti in Afghanistan da quando i talebani non ci sono più.
L'Afghanistan può svilupparsi grazie alla pace. Ora ho speranza
per il futuro e la prima cosa che voglio è che i miei figli abbiano
un'educazione scolastica. Una volta che loro riusciranno a prendersi
cura di loro stessi, anche io voglio avere una vita migliore. Ora lavoro
molto duramente e cio’ è male per la mia salute. Se diverro’
una sarta, la mia vita sarà più facile”.
Distretto 6 |
Età 38 |
Figli 8 |
Colore preferito nero |
“Ho dovuto mettere quattro figlie in orfanotrofio
perchè non posso mantenere tutti.
Vi descriverò una giornata tipo della mia vita. Mi alzo presto
al mattino, mi lavo e prego. Poi preparo la colazione per la mia grande
famiglia. Siccome ho molte figlie femmine, non posso lasciarle sole
-specialmente con questo vicinato. Così mi allontano solo per
due ore per far pulizie nell’abitazione di un dottore mio vicino
e poi mi precipito a casa. Quindi rimango seduta in casa per il resto
della giornata. Di solito pranzo tra le 13,00 e le 14,00 e ceno alle
19,00. Questo è una mia giornata-tipo.
Avevo sedici anni quando mi sono sposata. Mio marito ne aveva 35. Egli
non aveva alcuna specializzazione,così la maggior parte del tempo
era disoccupato. Il nostro matrimonio è stato programmato dai
nostri genitori. Mio marito è stato ucciso dai Talebani due anni
e mezzo fa. Prima che egli morisse la nostra vita era normale. Ora è
molto dura. Non ho nè abbastanza cibo nè un riparo per
la mia famiglia.
Ci siamo trasferiti qui dall'Iran dieci anni fa e dall'anno scorso ho
cambiato abitazione quattro volte a Kabul. Oggi sono qui, nella casa
di un mio parente, perchè al momento egli si trova in Iran. Così
ho un rifugio per il presente, ma non riesco trovare abbastanza cibo.
Spero che prendendo parte a questo progetto, io e le mie figlie possiamo
diventare sarte e provvedere alla famiglia. Sono spesso malata (nota
: depressione) e non posso seguire questa formazione nel dovuto modo,
ma spero che le mie figlie lo facciano ed imparino più di me.
Siamo venuti qui alla fine del governo Najeeb e siamo rimasti per tutto
il governo Talebano. La vita sotto i talebani era pessima, poi mio marito
è stato ucciso ed è stato ancora peggio. Ora, anche se
i talebani se ne sono andati, la vita rimane brutta. Per me la vita
è sempre la stessa. Non posso trovare un lavoro. Ma sono grata
di poter prendere parte a questo progetto.
Non ho speranze per il futuro. Ho così tante figlie femmine e
cosa posso fare?
Per il futuro voglio solo due cose: cibo e riparo”.
Distretto 7 |
Età 45 |
Figli 8 |
Colore preferito rosso e verde |
“Sei figlie sono sposate e altre due sono in
orfanotrofio. Ogni giorno mi alzo alle sei del mattino, mi lavo e prego.
Quindi preparo la colazione e vado a lavorare all’orfanotrofio
Allahuddin. Faccio le pulizie. Rimango li’ fino alle quattro del
pomeriggio ogni giorno.
Avevo sedici anni quando i miei genitori organizzarono il mio matrimonio,
mio marito credo avesse tra i trenta e trentacinque anni. Egli era un
ufficiale dell’esercito nazionale. E’ morto otto anni fa
in un combattimento contro i mujaheddin. Prima che egli morisse la vita
era buona. Fino a che ha lavorato per il governo, avevamo sempre cibo
e casa. Provvedeva a ogni nostro bisogno. Da quando e’ morto la
vita e’ stata brutta. Non ho figli maschi che possano aiutarmi.
Non ho un riparo che sia sufficiente per la mia famiglia.
Spero che io e mia figlia diverremo sarte, grazie a questo progetto.
Come si puo’ immaginare, ogni madre desidera il meglio per i propri
figli. Sfortunatamente alle mie figlie non e’ stato possible frequentare
una scuola durante il regime talebano e ora sono troppo grandi e non
sono affatto interessate a tornare a scuola. Quello che io voglio, pero’,
e’ che esse abbiano un’istruzione scolastica.
Gli ultimi venticinque anni di conflitto hanno portato diverse difficolta’
a me e la mia famiglia. Tutti i periodi dei combattimenti sono stati
devastanti. La nostra casa e’ stata distrutta dalle bombe durante
la battaglia coi sovietici. Mio marito e’ stato ucciso nei combattimenti
tra mujaheddin. E dal momento che non avevo piu’ un marito, la
vita durante i talebani era bruttissima. Non potevo guadagnare soldi,
ne’ trovare abbastanza cibo. Ho dovuto rovistare nella spazzatura.
Ora che i talebani non ci sono piu’, le cose sono migliorate perche’
posso lavorare.
Ho speranze per il futuro. Voglio la pace, l’indipendenza e la
liberta’. Per me non voglio nulla, solo poter provvedere ai miei
figli”.
Distretto 4 |
Età 35 |
Figli 6 |
Colore preferito rosso e verde |
“Ho dovuto mettere tre dei miei figli, un maschio
e due femmine, in orfanotrofio perchè non avevo di che sfamarli.
Mio padre ha combinato il mio matrimonio. A quattordici anni ero fidanzata
e a quindici mi sono sposata. Non ricordo che età avesse mio
marito. L'ho perso nei combattimenti tra Gulbuddin Hekmatyar e Massoud
nel 1992. La vita è sempre stata dura, ma dopo la sua morte è
addirittura peggiorata. Non posso nemmeno sfamare tutti i miei figli.
Dopo che mio marito è morto, ho venduto tutti gli oggetti della
mia casa per procurarmi del cibo. Ma presto non ho avuto più
niente da vendere. La bocca dei miei figli era diventata nera, perchè
stavano morendo di fame. Piangevano perchè erano affamati. All'inizio,
il maggiore dei miei figli, mia figlia ed io abbiamo deciso di tenere
tutti i miei bambini insieme e di chiuderli a chiave in casa.
Ricordo un giorno stavo camminando per strada e ho visto un gruppo di
soldati buttare dei fagioli marci. Sapevo che quei fagioli non erano
buoni, ma almeno erano qualcosa. Ho aspettato che la strada fosse vuota
e poi ho raccolto tutti i fagioli. Li ho lavati, cotti e li ho dati
ai miei bambini. Ho pregato che quei fagioli aiutassero a lenire la
fame dei miei bambini. Ma non riuscivo a dare da mangiare a tutti.
Ho perso mio marito e mio cognato nei combattimenti di guerra, durante
i mujaheddin, che distrussero tutto. Ma la vita sotto i Talebani era
addirittura peggio della guerra! Quei tiranni non mi lasciavano nemmeno
uscire di casa. Anche se ci sono state più vittime durante le
guerre mujaheddin, almeno loro non hanno oppresso le donne come hanno
fatto i talebani. Questi, se vedevano una donna camminare per strada,
la picchiavano. E' solo un esempio. Una volta, durante il tempo dei
talebani, mia cognata è andata in panetteria a consegnare del
lievito, così essi avrebbero fatto del pane per noi. I Talebani
la presero. Indossava dei sandali e loro potevano vedere i suoi piedi,
così l'hanno picchiata. Venti giorni dopo abbiamo scoperto che
l'avevano messa in prigione perchè non copriva la sua pelle.
La vita è meglio adesso a Kabul, da quando i Talebani se ne sono
andati. Posso camminare liberamente e posso avere un lavoro. Spero che
questo progetto aiuterà me e mia figlia maggiore a imparare il
mestiere di sarto, così possiamo mantenere tutti i miei figli.
Per il futuro voglio che i miei bambini possano avere un'educazione
e un buon lavoro. Voglio che abbiano la prosperità che non ho
mai avuto io”.
Distretto11 |
Età 40 |
Figli 8 |
Colore preferito rosso chiaro |
“ Tre figli sono in orfanotrofio ( due maschi
e una femmina), tre sono nella scuola pubblica.
Sono nativa della provincia di Parwan. Avevo quattordici anni quando
mio padre organizzo’ il mio matrimonio. Mi ha fatto sposare con
un uomo di cinquanta anni, perche’ la mia matrigna non mi voleva
intorno. Ero la seconda moglie di mio marito e non e’ stato molto
bello.
Mio marito e’ morto sette anni fa, nei combattimenti mujaheddin.
Prima della sua morte la vita era buona, perche’ egli lavorava
e provvedeva a noi. Guadagnava denaro e avevamo abbastanza cibo. Da
quando e’ morto la vita e’ difficile. Perche’ non
guadagno abbastanza denaro per la mia famiglia. Abbiamo diversi problemi.
Non abbiamo abbastanza cibo. Guadagno solo 1500 Afghani al mese.
Spero che prendendo parte a questo progetto, migliorero’ le mie
abilita’ e questo mi aiutera’ a diventare una donna d’affari,
cosi’ potro’ pagare l’affitto, comprare il cibo necessario
alla mia famiglia e prendermi cura dei problemi di salute dei miei figli.
Apriro’ un piccolo giro d’affari se, durante questo progetto,
riusciro’ ad apprendere tutto del mestiere di sarta. Fuori mettero’
un cartello che pubblicizzi il mio lavoro, tutti i vicini ne verranno
a conoscenza e si rivolgeranno a me, cosi’ io potro’ fare
loro i vestiti e guadagnare denaro.
Voglio che i miei figli vivano con me e possano andare a scuola e imparare
una buona professione. Voglio che studino e apprendano e divengano dottori
e insegnanti. In questo modo potremo avere un buon futuro.
Gli utlimi venticinque anni di conflitto sono stati difficili per la
mia famiglia. Abbiamo perso tutti i nostri averi in Parwan durante i
combattimenti mujaheddin. Hanno distrutto e saccheggiato ogni cosa.
Non avevo abbastanza denaro per scappare in Pakistan, cosi’ sono
venuta qui ( a nord-est di Kabul).
E’ difficile dire quale fu il peggior periodo del conflitto. Sono
stati tutti terribili. L’occupazione sovietica e’ stata
molto brutta e le battaglie mujaheddin non erano da meno. Il periodo
peggiore in assoluto e’ stato durante i talebani, perche’,
anche se non ci sono state vere e proprie guerre, mio marito era gia’
morto e visto che io sono una donna non potevo nemmeno uscire di casa
per trovare cibo. Ho cercato di nutrire i miei bambini con dei pezzetti
di mela secca. Ora che i talebani sono andati via, la mia vita e’
completamente diversa.
Posso avere un lavoro, I miei figli possono andare a scuola, diventare
dottori, etc. Ho speranza nel futuro”.
Distretto16 |
Età 40 |
Figli 5 |
Colore preferito rosso |
“Quattro dei miei figli sono in orfanotrofio. Solo la piu’
grande vive con me.
Io sono della provincia di Jawzjan, nel nord dell’Afghanistan.
Sono emigrata a Kabul circa undici anni fa.
Mio marito aveva sessantacinque anni quando mio padre organizzo’
il matrimonio. Io allora avevo diciassette anni. Mio marito era un uomo
molto ricco. Possedeva molte terre coltivate, ma ha iniziato a usare
droghe ed e’ diventato tossicodipendente. Ha dovuto vendere sempre
piu’ terreni per pagare i suoi debiti di droga. Alla fine egli
ha perso tutte le terre e a casa non era rimasto niente da vendere al
bazaar, cosi’ egli ha venduto mia figlia maggiore ( allora tredicenne)
a un uomo per fare di lei cio’ che preferiva.
Presto mio marito ha perso tutti i soldi che aveva fatto con la vendita
di mia figlia. In aggiunta, l’uomo al quale ella era stata venduta,
si e’ stancato di lei e l’ha riconsegnata a mio marito.
Quando ella ha compiuto sedici anni mio marito l’ha fatta sposare
con un giovane uomo di vent’ anni.
Quando mio marito era vivo, la vita era normale, ma dal momento in cui
egli e’ morto, diversi anni fa nell’esplosione di un missile,
la vita e’ diventata peggiore. Per un lungo periodo, dopo il decesso
di mio marito, ho vissuto con la famiglia di mio fratello. Loro hanno
provveduto a noi dandoci riparo e cibo per vivere. Nel tempo, pero’,
anche le loro condizioni di vita sono peggiorate e cio’ ha causato
dei problemi tra loro e noi ( io e i miei bambini).
Oggi sono felice che i talebani se ne siano andati e quindi sono libera
di lavorare. Pulisco la casa di una signora indiana per 1500 Afghani
al mese ( circa 30 dollari americani). Sfortunatamente il proprietario
di casa ha fallito e ora mi chiede 1200 Afghani al mese per l’affitto
( prima era 800 Afghani al mese). Spero che questo progetto mi cambi
la vita e in particolar modo quella dei miei figli.
Siamo grati di poter partecipare a questo progetto, perche’ trarremo
beneficio dagli insegnamenti e dal supporto alimentare.
Sono ottimista per il futuro”.
Nota: Per garantire la sicurezza delle donne intervistate abbiamo preferito non pubblicare la documentazione fotografica raccolta durante le interviste.
Pagina costruita in
ottemperanza ai criteri di accessibilità certificati da |